Vi presento questo complesso residenziale con annesso studio,
progettato dallo studio Klaura & Kaden e situato a Klagenfurt,
che ho avuto modo di conoscere durante un
viaggio di studio svoltosi dal 7 al 9 maggio 2012.
Il viaggio, organizzato dall’A.N.A.B. Friuli, coinvolgeva partecipanti
provenienti dal Friuli, dal Veneto e da altre regioni italiane.
Il programma era dedicato alla conoscenza di alcune realtà
di architettura sostenibile
tra il Friuli-Venezia Giulia, la Carinzia e la Stiria.
La mattina del terzo giorno siamo arrivati in pullman davanti
allo studio situato nella periferia di Klagenfurt capitale della Carinzia .
La prima cosa che ha attirato la nostra attenzione è stata la
facciata dello studio, rivestita in legno argentato,
che già dall’esterno dichiarava il ruolo centrale del legno
nella ricerca dello studio.
Girando l’angolo siamo entrati nel parco, dove appariva particolarmente
interessante il rapporto tra lo studio, le abitazioni e il verde.
Il parco non aveva soltanto una funzione paesaggistica, ma costituiva anche una sorta di barriera acustica nei confronti della strada di grande comunicazione che correva nelle vicinanze.
Attraversato il parco, ci siamo diretti verso le abitazioni, osservandole da diversi punti di vista, anche dalla strada secondaria situata sul retro.
Abbiamo potuto così cogliere meglio il rapporto tra gli edifici e gli spazi verdi e notare come i garage, realizzati in legno, fossero collocati all’esterno del parco, separando la zona carrabile dagli spazi comuni e residenziali.
Non abbiamo potuto visitare gli appartamenti, ma ci è stata mostrata una parte particolarmente interessante del progetto: gli impianti della casa passiva.
Ci sono state illustrate le tecnologie utilizzate per ottenere elevate
prestazioni energetiche, tra cui lo scambiatore di calore e
la geotermia, spiegandoci concretamente il funzionamento di una casa passiva.
Era interessante constatare come un’architettura caratterizzata dall’uso di materiali tradizionali, in particolare il legno,
potesse essere associata a tecnologie impiantistiche e costruttive molto avanzate.
Terminata la visita al complesso residenziale, siamo ritornati verso lo studio, dove abbiamo avuto la possibilità di visitarne anche gli interni.
All’interno dominava il grande plastico della torre panoramica, allora uno dei progetti di cui lo studio era particolarmente orgoglioso.
Il plastico permetteva di comprendere meglio la complessità della struttura e il ruolo del legno nella realizzazione della torre.
Le fotografie che seguono sono state scattate durante la visita del maggio 2012 e documentano quindi l'aspetto del complesso e dello studio in quel periodo.
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ccc Dario Ganz | www.ArchForumBelluno.it
ccc Dario Ganz | www.ArchForumBelluno.it
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Matteo Coletto
ccc Dario Ganz | www.ArchForumBelluno.it
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Matteo Coletto
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Matteo Coletto
CCC Klaura + Partner Architekten
CCC Klaura + Partner Architekten
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Matteo Coletto
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Matteo Coletto
ccc Dario Ganz | www.ArchForumBelluno.it
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Matteo Coletto
CCC Klaura + Partner Architekten
ho fatto questa visita con Sigfrid C. , Enrico M. , Silvia F. , Moris V.: Arianna M. ; Matteo C.; Carlo B.ed altri .
Qual è la prima impressione che mi dà?
Arrivando dall'esterno si ha una sensazione di accoglienza, ma anche di privacy. Il complesso non appare chiuso, ma allo stesso tempo protegge la dimensione privata delle abitazioni.
Che idea di abitare comunica dall'esterno?
Soprattutto un'idea di privacy e comfort. Un ruolo importante è svolto dalle lamelle in legno, che permettono di schermare gli spazi abitativi verso l'esterno.
Come riesce a essere un edificio passivo utilizzando materiali tradizionali?
Attraverso l'integrazione tra tecnologie moderne e rispetto della tradizione locale.
Il legno, materiale tradizionale della regione, viene utilizzato insieme a sistemi tecnologici avanzati che permettono all'edificio di raggiungere elevate prestazioni energetiche.
L'efficienza energetica è ottenuta senza rinunciare a un'architettura riconoscibile e familiare?
Sì. L'efficienza energetica non viene perseguita a scapito dell'architettura. Il progetto utilizza i principi dell'edificio passivo insieme ad altri sistemi tecnologici avanzati, mantenendo però un'immagine legata alla tradizione costruttiva locale.
Come vengono utilizzati i materiali tradizionali?
Il materiale principale è il legno di larice, sottoposto a un processo di invecchiamento in stabilimento. È particolarmente evidente nella realizzazione dello studio.
Direi entrambe le cose. È un materiale tradizionale della regione, ma viene utilizzato con un linguaggio e con soluzioni contemporanee. La tradizione non viene quindi riproposta semplicemente, ma reinterpretata.
La sostenibilità si vede?
Si percepisce soprattutto attraverso l'uso dei materiali tradizionali e il rapporto con il verde. Le tecnologie che garantiscono le prestazioni energetiche, invece, rimangono in gran parte nascoste.
Le scelte energetiche e costruttive sono evidenti oppure rimangono nascoste?
Le scelte energetiche rimangono prevalentemente nascoste. Dall'esterno non è immediatamente evidente la complessità tecnologica che permette all'edificio di funzionare come casa passiva. È stato soprattutto durante la visita agli impianti che abbiamo potuto comprenderla.
Come dialoga con il contesto?
Il complesso dialoga con il contesto anche attraverso alcuni elementi più semplici e funzionali, come i garage e le tettoie in legno, che contribuiscono a mantenere un rapporto con la tradizione costruttiva locale.
Il linguaggio dell'edificio riprende quello degli edifici circostanti oppure si distingue?
Il complesso si distingue dagli edifici tradizionali circostanti perché è chiaramente un'architettura moderna. Allo stesso tempo, però, mantiene un legame con il territorio attraverso l'utilizzo dei materiali tradizionali, soprattutto il legno.
Qual è il rapporto tra tradizione e contemporaneità?
È probabilmente l'aspetto più interessante del progetto. È un'architettura contemporanea, ma nasce in una zona alpina dove la cultura del legno appartiene alla tradizione locale. Gli architetti riescono quindi a mettere insieme tradizione e innovazione senza contrapporle.
Qual è il dettaglio che mi colpisce maggiormente?
Sono diversi gli elementi che colpiscono, sia nelle abitazioni sia nello studio. In particolare, l'uso del legno, le lamelle delle abitazioni e la facciata dello studio in legno sottoposto a invecchiamento attirano l'attenzione.
Qual è il punto più riuscito e quale mi convince meno?
Il punto più riuscito mi sembra essere il rapporto tra abitazioni, verde e materiali, insieme alla capacità di integrare tecnologie avanzate senza renderle necessariamente visibili. Per quanto riguarda gli aspetti meno convincenti, preferisco non esprimere un giudizio sugli appartamenti perché non abbiamo potuto visitarne gli interni.
la sera del nostro arrivo, dopo cena, abbiamo incontrato gli architetti dello studio Klaura, che ci hanno presentato in anteprima gli edifici in programma nei giorni seguenti, inquadrandoli nell'architettura della regione. Del complesso sul Landkanal ci hanno raccontato la genesi cooperativa: alcune famiglie riunite in una logica di social housing, con una progettazione partecipata pensata anche per contenere i costi di realizzazione. A chiudere la serata, un'anticipazione che ci lasciò con la curiosità già accesa: il progetto, ancora da realizzare, di una torre panoramica in legno alta quasi cento metri — destinata a diventare una delle opere più rappresentative dello studio.
Che cosa racconta questo edificio dello studio che lo ha progettato?
Racconta uno studio profondamente legato alla tradizione del legno, ma contemporaneamente orientato verso l'innovazione tecnologica.
Questo emerge non soltanto nel complesso residenziale, ma anche nella torre panoramica del Pyramidenkogel, che abbiamo conosciuto attraverso il grande plastico nello studio e che sarebbe stata completata l’anno successivo.”
la torre esiste realmente ed è il Pyramidenkogel, completato nel 2013, progettato da Klaura, Kaden + Partner. È alta circa 100 metri ed è una torre panoramica in legno.
Anzi, la tua esperienza del 2012 diventa interessante proprio perché avete visto il progetto quando era ancora in fase di realizzazione/progettazione, e poi la torre è stata completata nel 2013. Le fonti confermano anche il coinvolgimento di Rubner Holzbau e della società Zeman nella realizzazione della struttura.
Ho scoperto che l' Arch Forum di Belluno aveva visitato questa opera .
Si ringraziano i partecipanti alla visita, Silvia F., l' ing. Matteo Coletto che mi ha dato alcune foto dell' opera nella visita e Dario Ganz che mi ha fornito alcune immagini della loro visita.
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Ho creato questo blog per raccontare con
foto e testi i miei viaggi-pellegrinaggi con amici fin
dai tempi dell'Università’ Iuav di Venezia
alla ricerca di opere di architettura, citta’ ,
arte e natura per proporre poi alle persone
di andare a vederle insieme.
Ho partecipato al viaggio studio nel ottobre 2003 con ANAB di Tv
sul architettura del Voralberg e questo viaggio studio nel maggio 2012.
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