MUSEO PAUL KLEE BERNA RENZO PIANO

 MUSEO PAUL KLEE BERNA RENZO PIANO VISITA OHA! 23.03.2006 | OhArchitetti!








OhA! A BERNA CON IL CENTRO PAUL KLEE DI RENZO PIANO (IV ANNO, INCONTRO N.° 6 DEL 25.03.06)

c'è: Chiara Selenati, AnnaMaria Rossi, Christian de Poorter, Kathi Baenziger, Nando Frigerio, Paolo de Gasperin, Pino Nuovo, Ornella Budetta, Elena Plebani, Luisella Pennati, Daniela Verga, Vittorio Mazzucconi . non c'è: Ettore Schioppa, Giorgio Villa, Cristina Fiorentini.

AnnaMaria ci raggiunge sul treno ad Arena. Leggiamo una breve autobiografia di Klee. Elena si preoccupa per l'assenza di Giorgio, lo cerca sul telefono di casa che Paolo ha rintracciato, niente da fare!


Eccoci già arrivati alla stazione di Berna con una nuova bella copertura in lamellare + alluminio e vetro, quest'ultimo straordinariamente pulito.


Pino riesce a domare la confusione che nasce nel gruppo per i biglietti del filobus: Kati (esperta in lingua locale), già impegnata per un versamento in posta, è incaricata con Mando della loro ricerca e del loro acquisto. Un pezzetto di strada tutti assieme, l'aiuto di una signora, ed è fatta: siamo sul filobus!
Attraversiamo il centro storico di Berna sulla strada principale con le caratteristiche fontane.


Eccoci al Zentrum Paul Klee!
Il panorama a valle e verso le montagne innevate!
L'inclinazione   “dell’onda”;   la   "pesantezza"   della   parte   interrata   e   la "leggerezza" delle vetrate e della copertura; il bel viale pedonale in cemento con  i giunti  in  ghiaia "incollata";  i  dossi d'isolamento dalla  sottostante autostrada.
I  biglietti, un'oretta di  libertà per ognuno  per avvicinare come si vuole quest'opera.

lo sono con Pino. Scendiamo nel piano interrato della "collina a nord", quella del  musicista  e  pedagogo:   belle  le  due  scale  in   rovere  massiccio  e l'ascensore in acciaio verniciato e vetro; ricco il museo-atelier dei bambini; validi  i  servizi  ed  il  guardaroba;  l'auditorium  non  è  praticabile  per un convegno in corso.
Ritornati al P.T. riesco a dare un'occhiata alla sala convegni: modesta.
Percorriamo la cosiddetta "mali" che collega le tre "colline".
Siamo ora nella "collina centrale" quella del pittore e poeta: la sala della collezione   permanente   ha   un'illuminazione   solo   artificiale,   la   volta   è schermata contro la luce naturale, lievi i pannelli contemporaneamente divisori e di supporto, interessante il pavimento in rovere grigliato per il condizionamento; la sala all'interrato per le esposizioni temporanee   non è
praticabile.
Della "collina a sud", quella del ricercatore, non sono praticabili gli uffici e le sale riunioni; lo è invece il bookshop, una serie di computer collegati ad internet, una registrazione sulla storia del progetto e del cantiere.

Ritornati tutti assieme, con fatica decidiamo di fermarci a mangiare al punto di ristoro del Zentrum (1 € = 1,5 CHF).

Dopo pranzo ci mettiamo tutti attorno al grande tavolo atelier dei bambini, nell'interrato della collina nord, per raccogliere le prime impressioni sull'architettura appena vissuta. Sullo spazio espositivo le valutazioni sono contrastanti: per alcuni è lieve come le opere qui raccolte, per altri è dispersivo. Non sono meno importanti per la vita del Centro tutti gli altri spazi, anche quantitativamente superiori: l'atelier per i bambini, il bar-ristorante, l'auditorium, il teatro, le sale riunioni e di proiezione, il book-shop, le postazioni via internet. Molto curati i materiali, le finiture, la pulizia. (Qualcuno sottolinea la qualità migliore rispetto il MART di Rovereto).

Facciamo un giro all'esterno attorno e sopra l'opera: la dolcezza del profilo, l'erba speciale sulla copertura, gli speciali grigliati, il (aghetto con le sculture, la collinetta conica.

Riprendiamo il filobus e torniamo nel centro storico della città per viverlo a piedi: Gli orsi, le strade, i portici, le fontane, i giardini, la chiesa,   le case e le cantine.
Troviamo anche il tempo per entrare nella casa abitata per due anni da Einstein  con moglie figlio;  la passione della custode ce la rende più interessante del previsto.
I negozi chiudono alle 16,00 ma per fortuna dei più golosi e degli innamorati restano ancora aperti un paio di bar.

Siamo tutti puntuali per il treno del rientro.
C'è chi offre dolcetti, chi salatini! Un po' si socializza, un po' si dorme.

<<Io ho potuto riscoprire che l'incontro è stato molto più ricco per chi si è anche dato da fare per prepararlo e comunque per farlo essere anche perii gruppo. Siamo riusciti a fare cassa-comune per il treno e un prestito per il filobus! Sarebbe bello provarci a fare cassa comune per tutto li viaggio con un responsabile + un aiuto- Sarebbe bello che anche altre nostre azioni assieme (pranzo, visita all'opera architettonica, visita alla mostra, visita alla città) in ogni nostro viaggio avessero un responsabile referente a turno.>>

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