La Mia Biennale Venezia 2025



 Domenica 12 ottobre mi sono trovato in

 Piazzale Roma con un gruppo di amici Marta S., Alberto S., Sara, 

Luca R., Lucia C., Marco, Bianca Maria R., 

Andrea B. e Anna Maria B.per raggiungere insieme l’Arsenale, 

chi a piedi chi in vaporetto 

dove ci attendeva la guida che avevamo già conosciuto due anni fa

Siamo entrati , la  guida ci ha introdotto

 il curatore Carlo Ratti e le idee della Biennale.

Abbiamo visto la sala calda e buia, quella sul cemento riciclabile,

 una casa di carta,



 una struttura in biocomposito di alghe, 


la Casa degli Elefanti fatta con lo sterco, in Tailandia 




 
una casa in fibra di bucce di banana 



                                      e vari progetti, tra cui un ospedale in Kenya 



e una struttura  del architetto giapponese  Kengo Kuma 

di cui poi a Parigi vedro' un opera. 




 Finita la visita e salutata la guida ci siamo separati ,

ho raggiunto  Chiara G. e Guido M. da Treviso 
che avevo invitato per vedere L’Uomo nello spazio 


per proseguire 




 ed uscire per rincontrare il resto del gruppo.
Dopo pranzo  insieme abbiamo visitato il Padiglione Irlanda,


 quello della Croazia, 
e proseguire per il il Canal Café
dello studio Diller&Scorfidio+Renfo  dedicato alla 

                            
   depurazione dell’acqua per produrre caffe'


                            dalla laguna anticipando il futuro,

 l’installazione Cool Forest sul futuro clima di Venezia 




e Gateway to Venice realizzata dallo Studio Foster &Partner 


entrando fino alla fine 


che produce energia elettrica e riusa 


materiali riciclati con tecnologie sostenibili .

Ci siamo separati e mi sono ricongiunto con

 Chiara G e e Guido M. per entrare 
nel  Padiglione Italia,

da cui siamo usciti per ricongiungerci 
al resto del gruppo 

e proseguire insieme verso i Giardini.


Un venerdì di luglio 2025 sono andato  con
 Silvia C., Eliete, Sueli, Tania e Leandro, arrivati da Brasilia , 
dopo aver fatto loro le tappe del Tour di Roma e Firenze . 
Dopo la colazione da Maier, abbiamo preso la linea 6 da Piazzale Roma 
verso i Giardini, attraversando il Canale
 della Giudecca e sbarcando ai Giardini.




Silvia, Sueli,Eliete

Abbiamo fatto i biglietti nella nuova biglietteria 
progettata da Diller &Scorfidio e Renfo
per entrare ai Giardini


e dirigerci verso il Padiglione del Brasile. 


Siamo entrati nel  Padiglione del Brasile, curato da una
 professoressa di Brasilia collega di Eliete
 della Facoltà di Architettura di Brasilia




dedicato a progetti di efficienza energetica


                                              
                             e iniziative sociali, come i gradini in legno

 realizzati a Salvador con materiali locali.

Abbiamo poi visitato diversi padiglioni:
 Austria, sul confronto tra Roma e Vienna;

Ungheria, sui legami tra architettura e arti;
Francia, in restauro


con progetti sociali europei


Regno Unito, dedicato alle ex colonie

Germania sul  sul cambiamento climatico 

e sociale in Europa.


abbiamo fatto una pausa su un punto 

panoramico dei giardini  per poi proseguire 

verso il  padiglioni Nordico 
 con il tema  legato al riciclo dei materiali 

Nel Padiglione USA 

il tema era il  portico come elemento urbano americano.


per poi proseguire verso il padiglione
 Italiano  era chiuso per restauro 
e ci siamo diretti verso il Padiglione Spagnolo
 che presentava ricerche sui materiali.

La mattinata si è conclusa prendendo
 il vaporetto per il Lido,
 dopo una visita intensa tra architetture
 e prospettive internazionali.

Ad ottobre ho rivisto i Giardini con alcuni del gruppo
                          Alberto S., Sara, Luca R. Bianca Maria R., 
                          Andrea B. e Anna Maria B. Chiara G., Guido M. 
                        
                                    Su indicazione della guida abbiamo 
                                     visitato il Padiglione del Canada,

dove una struttura di alghe in crescita
 ricordava il tronco di un albero.


per poi proseguire verso il Padiglione Inglese  
dedicato al rapporto tra la Gran Bretagna 
e le sue ex colonie.

Raggiunti da Chiara e Guido, 
siamo entrati nel Padiglione Tedesco,

che mostrava il cambiamento climatico attraverso

figure umane il cui colore variava 
in base alla temperatura.
Io e Luca ci siamo poi diretti al Padiglione 
degli Stati Uniti
aspettando gli altri per entrare 


dove il tema del portico era presentato con plastici,

disegni e pubblicazioni nel Midwest
 degli USA anche moderni


                                       Su proposta di Sara ci siamo diretti 


verso il Padiglione Belga  


che esplorava il legame tra piante e architettura, 
con una pianta reale al centro della sala.


La visita si è conclusa al Padiglione Spagnolo,



con progetti in diversi materiali
 e riferimenti ai Paesi Baschi .

Annunciata la chiusura, 
ci siamo salutati uscendo dalla Biennale
e dirigendoci chi a piedi chi in vaporetto 



 
Arrivederci dal blog  “stanza di paolo” alla prossima opera

Ho creato questo blog per raccontare con

foto e testi i miei viaggi-pellegrinaggi con

amici fin dai tempi dell'Università’ Iuav

di Venezia alla ricerca di opere di architettura,

citta’ , arte e natura per proporre

poi alle persone di andare a vederle insieme.


Si ringraziano gli amici e amiche che

hanno partecipato alle varie visite .








Commenti

  1. Grazie Paolo, non sono in grado di dire, mi ha colpito il riciclo di materiali vegetali per costruire.

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