MUSEO EBRAICO D. LIBESKIND BERLINO (D) 1997-2001 by Paolo CC Ferruccio Redaelli
Cari amici vi presento questo museo che ho visitato due anni fa in occasione del Viaggio Studio a Berlino con la scuola ISAI di Vicenza .
Il museo ha una planimetria strana a forma di linea spezzata come una saetta interrotta da angoli e deviazioni .
Arrivati davanti al museo abbiamo osservato la facciata grigio zinco, poi siamo entrati attraverso il vicino Berlin Museum per poi passare attraverso la corte coperta della caffetteria e mediante una scala e un corridoio sotterraneo siamo arrivati all’ imbocco di 3 percorsi con i nomi delle varie città’ che compongono il museo : Olocausto,Esilio,Continuità’.
Abbiamo percorso l’ asse dell’ Olocausto che conduce alla torre vuota e buia a parte un filo di luce che penetra dalle feritoie sulle pareti dove i visitatori restano in meditazione provando paura e sofferenza .
Siamo ritornati per percorrere l’ asse dell’ Esilio arrivando nel giardino racchiuso da 49 colonne di cemento di varia altezza con al culmine ramoscelli d'ulivo che simboleggiano pace e speranza .
Ritornati nel corridoio abbiamo seguito l’ asse della Continuità’ con la scala che simboleggia la rinascita dopo gli orrori dei campi di concentramento osservando nel mezzanino una sala con il plastico del museo .
Salendo successivamente un’ altra rampa di scale osservando le bucature sulla facciata da cui siamo arrivati al piano dove abbiamo cominciato ad osservare gli oggetti della collezione della quotidianità’ della vita per poi soffermarci su alcune foto , libri ed oggetti testimoni della memoria degli ebrei e notando la luce che passa attraverso fessure .
Poi siamo discesi attraverso il percorso per giungere nel giardino osservando le facciate zincate grigie con le bucature .
Poi nel giardino ho osservato angoli di verde sculture in cui i visitatori possono trascorrere momenti di meditazione per poi proseguire passando attraverso una galleria arborea per arrivare nella caffetteria dove il gruppo si e’ riunito osservando la copertura in vetro che lascia filtrare i colori del parco .
Trovati tutti siamo usciti nel giardino a fare la foto di gruppo per poi uscire dal museo.
Si ringraziano la scuola ISAI di Vicenza e Ferruccio per la visita.
Ha fatto bene Daniel quella volta, dicono che il progetto è venuto così perché un giorno che Daniel era molto arrabbiato in studio e stava lavorando su quel progetto ha avuto uno schizzo e ha preso il plastico e lo ha accartocciato (il concept iniziale infatti prevedeva una stecca) confermi Paul?
RispondiEliminaBellissima architettura!! Un luogo con tanti ricordi e storia da non dimenticare mai!
RispondiEliminaGrazie Paolo di questa bella documentazione. Io sono stata a Berlino in aprile ed avevo avuto occasione di visitarlo. Complimenti per le foto!
RispondiEliminaUn caro saluto Ornella
Caro Paolo, ti ringrazio molto. Hai rinverdito il mio ricordo del viaggio a Berlino nel 2006, durante il quale scoprii il fascino un po' inquietante ma carico di profonda tensione delle linee spezzate dell'edificio e degli spazi organizzati in un cammino che guidava attraverso la tragedia dell'Olocausto, con accenti impressionanti.
RispondiEliminaBuon compleanno!!!!!!!!!
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